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“Feudo in festa”

Feudo in festa

Il Feudo di Faicchio è in festa. Il Duca Gabriele De Martino ha presentato trepidante la sua giovane figlia. Il momento dell’entrata ufficiale in società della giovane è segnato da un altro momento importante: la sua promessa di matrimonio avverrà proprio nei giorni di festa.

Doppi festeggiamenti dunque a corte e nel borgo intero. Ma il Duca molto ha patito nella ricerca di un giovane adatto per la sua bella figlia. Dalle parole del Duca in persona, pare che a corte manchino baldi giovani coraggiosi, tali da impressionare positivamente un padre esigente. Le guerre sono lontane e le imprese eroiche di nobili e cavalieri si risolvono a parole più che nei fatti. Di qui una scelta rivoluzionaria da parte del governante faicchiano. Sarà proprio nei giorni di festa infatti che egli sceglierà un promesso sposo. E lo sceglierà tra i giovani del borgo del contado, tra quei contradaioli che battaglieranno nei giochi. Le imprese delle gare di Medievalia si sostituiscono alle imprese cavalleresche e costituiranno le prove di coraggio, di forza e di lealtà necessarie alla creazione dell’eroe medievale. Ma sono anche dimostrazioni di tutte quelle virtù che il caro padre esige da un buon genero e che permetteranno alla stirpe ducale di protrarsi forte e gloriosa.

Assistiamo dunque a un Duca progressista e innovatore, un sovrano illuminato, capace di sovvertire ogni etichetta dinastica e di abolire ogni protocollo cavalleresco, permettendo a un semplice popolano di ambire alla mano di una principessa. Una mossa astuta ma rischiosa, che sicuramente incontrerà gli occhi torvi dei nobili a corte, ma che senza dubbio rinsalderà un legame col popolo più volte messo alla prova. È infatti ancora fresco il ricordo di una lunga carestia, anch’essa risolta dal buon sovrano. Quest’anno egli va oltre, offrendo alle contrade un nuovo motivo di contesa, una vera e propria lotteria che permetterà ad un giovane delle contrade di cambiare del tutto la propria vita e di legarsi alla principessa, in barba ai giovani rampolli aristocratici.

Un racconto popolare quindi, quello di Medievalia 2018, che prosegue nella tendenza, inaugurata due anni fa, di creare nuove storie e nuovi personaggi, ovviamente adattati ai limiti di tempo concessi alla rappresentazione. Dopo streghe e donzelle di contrada, quest’anno è la volta del personaggio della figlia del Duca. Figura inedita che proprio durante i festeggiamenti fa il suo esordio in società, venendo presentata al borgo intero. Chissà se ella accetterà o, ci piace pensare, addirittura consiglierà al padre la scelta del suo promesso sposo. Siamo però sicuri che il clima di festa e di competizione nel paese, non subirà rivoluzioni. Le contrade sono pronte a darsi battaglia, indipendentemente dagli intrighi e dalle faccende di corte.

Gianluca D'Orsi

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