La contrada Macchia

La contrada Macchia, che comprende anche la zona detta Cese, è probabilmente parte dell’antica ‘Selva grande dell’Università’, oggetto di accese liti giudiziarie tra il Barone Gabriele De Martino e l’Università di Faicchio agli inizi del 1600.

Alla confluenza del Titerno con il Volturno è possibile trovare i resti di un antico ‘incastellamento inter-amnia’ databile tra il 600 ed il 700 d.C., ricavato nel costone tufaceo e formato da torrioni in tufo e palizzate in legno. Il ‘Castellone’, circondato com’era su due lati dalle acque, costituiva un’efficace difesa per uomini e animali durante i frequenti attacchi nemici.

Nelle vicinanze del ‘Castellone’ a circa 1 km. sorgeva un maestoso ponte a 6 campate, del quale restano visibili ancora alcune delle basi dei piloni lavorate a forma di barche; il ‘Ponte del Lago’, su cui passava la Via Latina, è databile al Periodo Imperiale, ed è rimasto intatto sino agli inizi del 1500.

Nella contrada oggi sorge una cappellina dedicata alla Vergine Addolorata, meta di fedeli, in specie nella prima domenica di settembre.

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